Nota all’intervista fatta alle Individualità tendenti al Selvaggio (ITS)

Traducción al italiano de la entrevista a Individualidades tendiendo a lo salvaje.

Traduccion a cargo de Verein Von Egoisten Ed.


Qualche settimana fa è stato pubblicato il libro: “Che si illumini la notte! Genesi, sviluppo e diffusione della Tendenza Informale Anarchica”, dove è presente una intervista alle Individualità tendenti allo Selvaggio, da parte nostra vogliamo (di nuovo) esprimere il nostro totale ringraziamento a chi ha reso possibile la diffusione delle nostre parole in questa forma. Recentemente, rileggendo l’intervista, I.T.S. ha deciso di apportare alcune modifiche (anche se minime) al testo originale inviato il 28 Aprile 2012, e che diffondiamo di seguito.

Individualità tendenti al Selvaggio, Chicomoztoc, Messico
24 Gennaio 2014

its

  1. Quando sono nate le Individualità tendenti al Selvaggio (I.T.S.), che ideali le motivano come gruppo d’affinità e che strategie hanno scelto di seguire per dar seguito a questo progetto antagonista?

La prima cosa che I.T.S. vuole fare prima di iniziare a rispondere a questa intervista, è dire che non condividiamo molte delle idee che confluiranno in questo libro, vediamo una possibilità di poter esplicare su un piano più attuale le nostre idee ed è ciò che stiamo facendo. Non vogliamo osservare militanze con nessuno, le nostre idee sono solo nostre, però dato che le abbiamo rese pubbliche, è necessario che si capiscano nella loro totalità (o gran parte di essa), anche se pare vi sia molta confusione, rispetto a vari temi (incluse le critiche fatte riguardo ai nostri comunicati) che o non sono comprensibili per il lettore o non vogliono essere accettati/capiti.

Anche se non siamo anarchici, ringraziamo questa pubblicazione acrata per lo spazio.

Detto ciò, iniziamo l’intervista:

Individualità tendenti al Selvaggio (I.T.S.) si forma agli inizi del 2011, ed è motivata da un ragionamento che abbiamo fatto durante un lento processo di conoscenza, domande e rifiuto di tutto ciò che ingloba la sinistra e la civilizzazione, mettendo a frutto quanto detto sopra abbiamo ritenuto necessario realizzare un attacco diretto al Sistema Tecnoindustriale. Pensiamo che la lotta contro di esso non si pone solo nel voler abbandonare la Civilizzazione per tornare alla Naturalezza, o nel rifiutare i valori del sistema, ma anche nell’attaccarlo.

I nostri obiettivi immediati sono molto chiari: ferire o uccidere scienziati e ricercatori (tramite qualunque atto violento) che permettono al Sistema Tecnoindustriale di andare avanti. Come abbiamo detto in varie occasioni, il nostro obiettivo concreto non è la distruzione del Sistema Tecnoindustriale, è l’attacco con tutto ciò che serve, ci scagliamo contro questo sistema che minaccia di interrompere tutti i percorsi per ottenere la nostra Libertà Individuale, mettendo in pratico il nostro istinto di difesa.

La nostra attitudine non si limita a mettere in dubbio ciò che molti ancora non si chiedono (come il rischio dell’utilizzo e dell’espansione della Tecnologia complessa), inoltre utilizziamo la violenza (che in quanto esseri umani, ci ha contraddistinto fin dai nostri antenati più lontani, primitivi e selvaggi) per attaccare ciò che minaccia lo sviluppo della Libertà umana selvaggia e che tende all’artificializzazione di tutto ciò che è potenzialmente libero. Riassumendo, siamo la parte opposta al Sistema Tecnoindustriale, siamo la reazione contrapposta all’azione, il risultato della causalità; mentre alcuni si dedicano a manipolare, distruggere e artificializzare la natura, noi rispondiamo a tale aggressione.

  1. Il 8 Agosto (2011), Individualità tendenti al Selvaggio ha occupato i titoli delle prime pagine dei giornali messicani con la notizia dell’attacco esplosivo nel dipartimento di ricerca nanotecnologica nel Tecnologico di Monterrey, campus Estado de Mexico, dove due suoi scienziati sono rimasti feriti: Armando Herrera Corral – al quale era indirizzato il “pacco-bomba” – e il suo collega Alejandro Aceves Lopez. L’evento provocò scetticismo in frange della sinistra che non riconoscono la lotta contro le nuove tecnologie e che pertanto non la annoverano nel loro noto catalogo dei “fronti”. Inoltre, si sentirono più di un discorso accusatorio, parlando di “terroristi” nella tipica accezione del lessico usato dal Potere. Ci piacerebbe sapere la vostra opinione su questo fatto, cosi come i vostri commenti riguardo alle diverse posizioni che hanno motivato il vostro agire antitecnologico.

L’attacco al Tec di Monterrey e la sua rivendicazione causarono una grande agitazione nazionale e internazionale, noi come I.T.S. sappiamo che tale atto ha colpito forte gli ambienti polizieschi, politici, sociali e ovviamente scientifici. L’evento è andato cosi come lo volevamo, con conseguenze di grande portate. Con ciò, non solo si capì che da alcuni mesi stavamo dietro a tali atti, ma si aprì il sipario che mostrava l’esistenza di una tendenza radicale in opposizione alla radice dei problemi che abbiamo di fronte in questa epoca, la quale è l’espressione più alta del dominio: la Tecnologia complessa.

Restando sulla domanda, sapevamo anche che le nostre azioni non sarebbero state ben viste dalla società, neanche dagli ambienti di sinistra (sinistra, centro e destra). Ma tutte queste “campagne” o segnali non ci importano molto, non usiamo le nostre forze nel cercare di dimostrare a queste persone che siamo gli “attivisti buoni” che sono abituati a conoscere, perché non lo siamo.

Siamo stati descritti come terroristi, perché di fatto, questa etichetta viene sempre data a individui o gruppi che attaccano persone per dei motivi (qualunque essi siano). È anche per questo che, prima che ci definissero come tali, prendemmo la parola e I.T.S. stesso si definì come gruppo terrorista.

Ci siamo concentrati nell’attaccare gli scienziati che perfezionano la nanotecnologia (questo è un fatto), perché questa è la scienza che per ora ha avuto un notevole avanzamento in Messico (oltre alla biotecnologia e all’ingegneria genetica con i prodotti transgenci), e molti non pensano a cosa in futuro arriverà nel campo della nanotecnologia (o più in concreto, la Tecnologia complessa stessa), in ogni maniera I.T.S. lo ha già esposto e non è il caso di ripeterlo; se si vuole leggere di più sul tema, consigliamo di leggere dal primo al quarto comunicato (dove si affronta chiaramente il tema della nanotecnologia).

  1. Qual è l’obiettivo di I.T.S.? E’ la distruzione del sistema tecno industriale?

Va specificato che I.T.S. non si è prefisso la distruzione del Sistema Tecnoindustriale come obiettivo concreto, nonostante diciamo e dichiariamo che il nostro obiettivo è distruggere completamente questo intero sistema marcio, mentiremmo a noi stessi, anticiperemmo qualcosa che non accadrà presto, per questo NON rivendichiamo questo ambizioso obiettivo. I.T.S. vorrebbe vedere tutto questo sistema distrutto e collassato, vorrebbe che questa “missione” fosse quella da difendere, ma non è così.

Come abbiamo detto, I.T.S. dall’inizio ha avuto l’obiettivo di attaccare il sistema, sforzandosi di far si che queste idee diano una svolta al mondo con atti estremi, in difesa della Naturalezza Selvaggia e cosi abbiamo fatto.

Ciò che abbiamo fatto con queste azioni è aver messo in tavola la proposta contro la Tecnologia e la Civilizzazione, creando tensione, e pensiamo che, col tempo, questi attacchi si affineranno. Agiamo in base a prove-errori, imparando da questi perché non abbiamo (come abbiamo scritto prima) la “formula segreta”.

  1. Non è molto riduttivo che il vostro obiettivo, di fatti, è solo l’attacco e non qualcos’altro?

Può sembrare molto semplice prendere di mira il Sistema Tecnoindustriale solo per attaccarlo, ma è ciò che c’è fino ad ora. Se ci proponiamo di distruggere cadiamo nella fantasia, nell’utopia.

Attacchiamo questo sistema dalla nostra individualità, non solo con attentati, senza rifiutare la Società Tecnoindustriale insieme ai suoi valori e cercare di abbandonare la Civilizzazione, non serve a nulla attaccare il sistema e restare attaccati ai suoi valori (o viceversa).

  1. Il cosiddetto movimento 15M nello stato spagnolo e le sue repliche in altre città del mondo ha generato aspettative negli ambienti di sinistra che, anche, sono arrivati a considerarlo Rivoluzione Spagnola. Come vedete lo sviluppo di tale movimento? Cosa aspettarsi da questo o che critiche fare?

Il movimento 15M è solo un altro movimento che si propone di riformare in meglio il sistema. Le richieste dei soggetti che formano tale movimento si basano su questioni politiche sulla carestia, la disoccupazione e una “migliore” strategia economica (tra le altre); ciò che fa questo tipo di movimento è che le persone che stanno al governo devono capire che la forma di gestione dell’economia, della finanza (ecc) è sbagliata e, che se non vogliono che ci sia una crisi enorme (o al peggio, una guerra civile), devono applicare alcune riforme in modo che il sistema segua il suo corso, in poche parole, il sistema prende le proteste di questo tipo di movimento come proposte per rafforzarsi; a questo tipo di persone si da l’appellativo di sinistri (termine usato in vari comunicati di I.T.S., e spiegato anche nella Società Industriale e il suo Futuro di Freedom Club), la sinistra si trasforma in una delle tante funzioni più ingegnose del Sistema Tecnoindustriale. Migliaia di persone (o anche poche) dicono di ribellarsi ad esso, quando in verità lo aiutano a riparare agli errori, a migliorarsi, rinnovarsi e perpetuarsi.

  1. Continuando sul tema della sinistra, nella critica pubblica fatta dal gruppo editoriale “Anonimos con Cautela”, loro dicono che i vostri attacchi sono serviti solo al rafforzamento del sistema, dato che università e istituzioni hanno aumentato la vigilanza nei confronti di scienziati nanotecnologi e di ricercatori, come rispondete a questa critica?

Allora, la critica di questo gruppo editoriale taglia corto su ciò che siamo ora, di fatto lo si può leggere nel nostro ultimo comunicato del 28 Gennaio di quest’anno (2012).

Rispondendo alla domanda, pensiamo che il sistema si sia rafforzato col tipo di attacchi che abbiamo fatto, e lo abbiamo evidenziato.

Dopo quanto accaduto al Tec, istituzioni, imprese e università legate alla nano scienza, sono entrate in allerta, sicuramente per quanto riguarda l’arrivo della posta, non c’è dubbio.

Quindi, il sistema si è rafforzato quando un esplosivo è scoppiato tra le mani di un accademico e ha ferito (anche) un suo collega? Solo in questo momento il sistema ha rafforzato la sicurezza, ma non l’ha fatto nella sua totalità, ricordiamo che il sistema non è solo nanotecnologia, senza pensare che ci sono filoni ugualmente o più importanti della nano scienza. Quindi, non si può dire che il sistema si è reso immune agli attacchi per le nostre azioni perché, oltre ciò, abbiamo dimostrato che esso si vanta e dice di essersi rafforzato quando in realtà non è cosi; questo è stato molto chiaro nell’attacco all’Universidad Politecnica de Pachuca a Hildago (8 Dicembre 2011), quando il nostro artefatto (che arrivò per posta) ferì un accademico (va detto qui che nella nostra rivendicazione dell’attacco ci fu un errore nel nome della scienziata che era nostro obiettivo, il suo cognome era Villanueva e non Villafana), con tale atto si evidenziò che il sistema non si è rafforzato perché nonostante i protocolli di sicurezza, una persona fu nuovamente ferita da I.T.S.

Questo non è confermato solo adesso da I.T.S., ma anche nel passato, Freedom Club lo evidenziò anche, 23 feriti e 3 morti in quasi 20 anni, non è la dimostrazione di un sistema che è resistente a tali atti.

In ogni modo, dire ciò che ha detto questo gruppo editoriale è esagerare con ciò che abbiamo fatto finora, gli attacchi di I.T.S., anche se questi non hanno ottenuto risultati distruttivi oltre ai danni materiali, paranoia, pochi feriti e un morto, inoltre fino a pochi mesi fa eravamo l’unico gruppo pubblico con questo tipo di idee messe in pratica. Per il sistema ciò non basta per considerarci una minaccia reale, perché stiamo appena iniziando, di sicuro in futuro individui o gruppi, prendendo in considerazione i nostri errori, realizzeranno azioni più distruttive contro il Sistema Tecnoindustriale; con ciò, non stiamo dicendo che crediamo che questo accadrà, ma è logico che non saremo gli unici.

  1. L’8 Novembre 2011, dopo soli tre mesi dall’invio del pacco bomba all’area di ricerca nanotecnologica del Tecnologico di Monterrey, dove vennero feriti Herrera Corral e Aceves Lopez, venne assassinato con un proiettile alla testa il ricercatore dell’Istituto di Biotecnologia della UNAM (Università Nazionale Autonoma del Messico), Ernesto Mendez Salinas, nel centro di avenida Teopanzaolco, nella città di Cuernavaca. Questo fatto ha provocato nuove e varie speculazioni intorno alla paternità dell’azione, puntando i riflettori su I.T.S. ancora una volta. I.T.S. rivendica questo attentato? E – nell’ipotetico caso di esserne gli autori – perché non lo si è rivendicato tramite un comunicato pubblico come fatto sempre? Per caso si è deciso (come alcuni altri gruppi d’azione antisistema) di rinunciare a questo tipo di comunicazione concentrandosi sulla propaganda col fatto?

Riguardo a tale fatto, dichiariamo pubblicamente che il gruppo I.T.S. rivendica tale attentato.

Il ricercatore “di spicco”, Mendez Salinas, ha ricevuto un colpo alla testa che gli ha tolto la vita, da parte di questo gruppo estremista, e questo è un fatto.

La polizia del distretto federale sa bene che I.T.S. ha già rivendicato tale azione. A metà Novembre 2011, inviammo un comunicato di rivendicazione per posta al diretto dell’Istituto di Fisica della UNAM, Dr. Manuel Torres Labansat. Nella busta, c’era un proiettile calibro .380, inoltre c’era una nota dove praticamente si diceva che i ricercatori di tale campus avrebbero fatto la stessa fine di Salinas. L’invio della busta con il proiettile e la nota, lo abbiamo rivendicato nel nostro ultimo comunicato (28 Gennaio 2012), solo che non abbiamo detto ciò per motivi pratici.

Vogliamo chiarire che gli atti messi in pratica, li rivendichiamo con prudenza, se la situazione è favorevole, la rivendicazione viene fatta (come fatto con i passati attacchi), ma se le cose non sono tanto favorevoli o possiamo “ottenere di più”, aspettiamo ed è ciò che abbiamo fatto.

Praticamente, vedendo la situazione di quell’anno (2011), tutto era teso rispetto a ciò che avevamo iniziato a fare, inoltre, sapevamo in anticipo che la polizia non avrebbe detto ai media che noi eravamo i responsabili dell’attentato. Pertanto abbiamo aspettato il momento adatto.

Onestamente non sappiamo quando verrà pubblicata questa intervista, ma supponendo che la pubblicazione tarderà, pensiamo di rivendicare questa azione più dettagliatamente quando faremo un altro attacco nel prossimo futuro, inoltre, è chiaro che questa piccola parte di rivendicazione dell’omicidio di Mendez Salinas sarà pubblica quando questo libro verrà diffuso.

  1. Volete aggiungere altro?

Speriamo tramite questa intervista (rilasciata il 28 Aprile 2012) di aver reso un po’ più chiara la nostra posizione ai lettori. Ringraziamo gli editori per questa intervista e la gente del portale War On Society per aver fatto da intermediari per rendere possibile questo scambio.

Per ora è tutto.

Individualità tendenti al Selvaggio (ITS).

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